• Dott. Carmine Casale

Amore


L'etimologia della parola amore risale al sanscrito kama = desiderio, passione, attrazione.

Anche il verbo amare risale alla radice indoeuropea ka da cui (c)amare, cioè desiderare in maniera viscerale, in modo integrale, totale.

Un'altra interpretazione etimologica della parola amore, fa risalire il termine al verbo greco mao = desidero, da cui il latino amor da amare che indica un'attrazione esteriore, viscerale, quasi animalesca da distinguere da un'attrazione mentale, razionale, spirituale per esprimere la quale era usato il verbo diligere, cioè scegliere, desiderare come risultato di una riflessione.

Altra interpretazione etimologica della parola amore individua nel latino a-mors = senza morte l'origine del termine, quasi a sottolineare l'intensità senza fine di questo potentissimo sentimento.

Quasi, "il sentimento" per antonomasia...

L’etimologia come i significati e i modi d’amore sono molteplici.

Amiamo un figlio, noi stessi, la nostra compagna, un ideale.

Ciò che accomuna le varie forme di amore è la totalità e intensità che come pochi altri stati emotivi distingue l’amare.

“Quanto meno abbiamo, più diamo, Sembra assurdo, però questa è la logica dell’amore”; affermava Madre Teresa di Calcutta.

Nel greco antico erano parole diverse a connotare le varie forme d’amore.

1) Agape (αγάπη) è amore intenso, incondizionato, idealista, anche non ricambiato, spesso con riferimenti religiosi: indica l’amore di Dio per l’umanità.

2) Philia (φιλία) amore fraterno,indica un amore umano fatto di affetto, attenzione, attrazione, gradimento,affezione, simpatia.

3) Eros (έρως) termine che definisce l’amore sessuale, ma non solo. Deriva da Ёραμαι” (eramai) che vuol dire “amare ardentemente”, “bramare”. Il termine Ёρος non si riferisce necessariamente a una persona. Per esempio, “Ёρος πόσιος καί εδήτυος” (eros pòsios kài edètuos) significa “desiderio di bere e di mangiare”, e non “amore passionale del mangiare”: il verbo Ёραμαι da cui deriva il termine Ёρος può anche riferirsi a enti astratti, come per esempio la brama di conoscere.

“Mentre lui le insegnava a fare l’amore, lei gli insegnava ad amare” Fabrizio De Andrè.

Le implicazioni delle forme d’amore sono varie, come sono molte le sue manifestazioni e implicazioni.

Oltre alla grande intensità dell’amare, ciò che le accomuna è l’impegno che esso può richiedere.

Amare non è sempre semplice.

Una madre stanca eviterebbe di alzarsi nel cuore della notte per la terza volta al pianto del figlio.

Chi non ha sofferto per amore, per una relazione non andata bene, o semplicemente quanto impegna una relazione?

Quanto si è sofferto per amore!!

Don Chisciotte della Mancia combatté contro i mulini a vento.

Quanti non provano sentimenti così intensi sono atterriti dalla loro mancanza.

In fondo tutti desideriamo amare e sentirci amati.

L’Amore è scelta, coraggio e fiducia in sé.

Dopo cocenti delusioni in quanti si dicono disposti ad amare, amarsi.

“Possiamo ancora vedere la luce di stelle che non esistono più da secoli. Cosi ancora ti riempie e folgora il ricordo di qualcuno che hai amato per poi vederlo andar via” Gibran.

L’amore di sé sembra scomparire fino a sentirsi persi, vuoti, ci si può convincere di non essere meritevoli, adatti per l'amore.

Ciò ferisce quanto l’avere perso l’amore, ci chiude al possibile nuovo.

Sentiamo galleggiare e ristagnare il ricordo del dolore, cercando di evitarne altro.

O ci si può ritrovare a passare tempo a fantasticare se fosse andato in modo diverso, perché si comportò così, se avessi fatto in quel modo?

I ricordi e i dubbi possono assillare, ferire, riempire i nostri pensieri.

Siamo prigionieri, così come per i ricordi dei gesti che hanno riempito il cuore e l’animo.

La visione del mondo può cambiare, tutto potrebbe iniziare a perdere l’importanza che aveva un tempo.

Iniziare nuovamente a credere che possa esistere l’amore, non solo il suo miraggio, costa, a volte tanto.

Ma, cosa implica realmente amare o essere amati?

Intimità, accettazione, comprensione, sono alcune delle primi ingredienti che servono.

Non tutti i legami d’amore, sono espressione di sentimenti intensi.

Ci sono relazioni in cui la reciprocità è lesa, più che oggetto d’amore l’altro è visto come oggetto per soddisfare i propri bisogni.

Una relazione svilente, che costringe è dimostrazione di un amore maturo?

Negare i propri bisogni è sempre un bene?

Se bene è bene per tutti!!

In alcune relazioni un membro della coppia, sia esso di coppia, amicale o familiare, è mezzo per soddisfare i bisogni dell’altro: fino a negare i propri, come nelle relazioni implicanti un grado elevato di dipendenza.

Nelle relazioni amorose sane c’è reale riconoscimento dei bisogni dei rispettivi membri, è implicito il diritto di essere se stessi, di sapere di potersi affidare, di essere sempre libero.

“Amatevi, ma non tramutate l'amore in un legame. Lasciate piuttosto che sia un mare in movimento tra le sponde opposte delle vostre anime. Colmate a vicenda le vostre coppe, ma non bevete da una stessa coppa. Scambiatevi il pane, ma non mangiate da un solo pane. Cantate e danzate insieme e insieme siate felici, ma fate in modo che ognuno di voi sia anche solo, come sono sole le corde di un liuto, sebbene vibrino alla stessa musica. Mettetevi fianco a fianco, ma non troppo vicini. Perché la quercia non si rialza all'ombra del cipresso.” Gibran


Carmine Casale

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