• Dott. Carmine Casale

L'Io e la Volontà


La vita e la realtà cosi come da noi percepita e sempre mediata e rielaborata dalle nostre credenze e dal modo che abbiamo di sperimentare gli avvenimenti. La nostra stessa memoria è influenzata nel rievocare accadimenti dalla prospettiva nella quale ci poniamo. In semplici studi sulla memoria erano mostrate immagini di appartamenti ed era poi chiesto di ricordare cosa avessero visto nelle foto. Ogni soggetto del gruppo era richiesto di ricordare ciò che avevano visto pensando come un ladro, da poliziotto o da comune osservatore. Ciò che ricordavano era influenzato dal punto di vista da loro adottato. Chi doveva ricordare cosa ci fosse nel appartamento pensando da ladro ricordava particolari che adottando gli altri punti di vista non erano evocati. Molto di quello che percepiamo del mondo esterno e costruito sulla base delle nostre credenze e ‘condizionamenti’. Chi ha attraversato periodi di depressione o semplice scoraggiamento sa quanto lo stato emotivo possa influenzare la lettura di un avvenimento. Non tutti i giorni sia ha la stessa energia o ‘brio’ e sembra proprio che in momenti di calo tutto vada storto. Spesso ci si trova a sorridere su avvenimenti del passato che avevano dato sconforto, ma nel momento in cui si vivono lo stato di sconforto era tale da far sembrare che tutto sarebbe andato per il verso storto. Uno studente che attende gli esiti degli scritti di un esame preoccupato e in ansia, penserà che di certo saranno andati male e ciò può portarlo in una sorta di vortice in cui potrebbe vista la sfiducia per l’esito positivo non proseguire negli studi per l’esame e preparare male l’eventuale orale. Questa condotta può condizionare realmente gli esiti positivi di un eventuale esame, si tende quasi a confermare idee negative che si hanno su di se. Il nostro modo di agire e reagire alle circostanze della vita è dettato da molti fattori come l’ereditarietà o ambientali. Spesso implicitamente ci sono date delle vesti che non sempre sono della nostra ‘taglia’ o implicitamente scegliamo vesti errate. Nelle scelte della nostra vita il fattore inconscio ha un peso notevolmente più influente di ciò che si crede. Non si è mai completamente consapevoli delle vesti errate o addirittura per niente. Più l’attenzione è focalizzata su proprie immagini mentali, più aumentano le possibilità che queste immagini diventino realtà. Assagioli discute sulla natura dell’inconscio, afferma che ha due parti. Una è condizionata, non impressionabile. L’altra è più flessibile, plastica, disponibile per nuove impressioni e connessioni. Le impressioni che fanno parte dell’inconscio continuano ad agire e, dice Assagioli, noi ne possiamo trarre vantaggio. C’è possibilità di scelta e di mutamento ampliando la comprensione di se e smascherando i ‘condizionamenti’ e possibile dare una nuova prospettiva al corso e al modo di percepire e affrontare lo scorrere del nostro percorso. Grazie ad un atto di volontà è possibile variare gli abiti che indossiamo per ricercarne di più efficaci e adatti a noi. La volontà di cui parla Assagioli non è un atto di forza, una coercizione imposta, ma una forza interiore e liberatoria, orientata al bene, energica ed efficace, l’abilità cioè di sviluppare quella strategia che ci permette di arrivare allo scopo con il minore sforzo possibile. Carl Gustav Jung ha definito la volontà come “la somma dell’energia psichica a disposizione della coscienza” ed è questo stretto collegamento tra volontà e coscienza ciò che la Psicosintesi sottolinea, mettendo al centro del campo di coscienza l’io con la sua volontà. Possiamo, quindi, comprendere perché Roberto Assagioli abbia attribuito tanta importanza alla volontà, dedicando a essa un’attenzione che altre psicologie le avevano, invece, rifiutato, giungendo finanche a negarne la stessa esistenza. Per la Psicosintesi, volontà ed Io sono termini correlativi, perché senza l’Io non esisterebbe una volontà e senza volontà l’Io non avrebbe alcuna possibilità di agire. L’io è il centro attivo e unificatore di tutti gli elementi che compongono la personalità e la volontà è l’attività di questo centro di autocoscienza. Possiamo affermare che la volontà manifesta il potere dell’Io. La volontà rappresenta il potere di trasformare ciò che è potenziale in attuale, di realizzare la potenzialità di ciascuno, di diventare ciò che ha intuito essere.

Carmine Casale


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