• Dott. Carmine Casale

La personalità per la Psicosintesi


Interpretando il pensiero di Assagioli l’uomo potrebbe considerarsi come l’incontro terreno tra ciò che la materia dispone e “il divino”, che ci è consentito.

“Per la Psicosintesi l’uomo è un fenomeno biologico, psicologico e Transpersonale alla ricerca della propria identità”.

L’ovoide di Assagioli chiarisce il modello di mente della Psicosintesi.

Le zone 1, 2, e 3 sono rispettivamente l’inconscio inferiore, medio e superiore.

La zona 4 contiene il campo della coscienza attiva e pensante.

La zona 5 dell’ovoide identifica l’Io.

Il punto 6 identifica il Sé trans personale.

L’area 7 è dell’inconscio collettivo.

Assagioli considera la psiche umana non unitaria , ma definisce il nostro animo come molteplice.

In noi sono presenti vari elementi che influiscono sulla nostra condotta e sulle nostre decisioni, sono eredità del passato sia prossimo che ancestrale.

Assagioli ritiene che ci siano “eredità ataviche”, ancestrali che provengono dall’inconscio collettivo che possono palesarsi nei sogni, nelle fantasie, infine l’eredità familiare che deriva da genitori e antenati.

Assagioli considera importante esplorare tutte le componenti della personalità.

Assagioli affermò: “Gli elementi ereditari non affiorano tutti insieme, ma si presentano bruscamente, come ad andate, in varie circostanze. Nell’infanzia in modo caleidoscopico, non persistente; talvolta nell’adolescenza affiorano ben definiti; altre volte si manifestano lentamente e si rafforzano nell’età matura. Questo gruppo di elementi derivanti dal passato è già imponente e solo prendendo gli ascendenti più diretti ci sono decine di personalità e di influssi che confluiscono”.

Oltre agli influssi del nostro passato vari l’ambiente esterno continuamente ha influsso su di noi, in quanto è sempre in atto un’osmosi continua di contenuti psichici tra individui.

Tali fattori agiscono come: influssi psichici prenatali e perinatali, della prima infanzia, mentalità generazionale e influenza per la vicinanza di personalità vicine.

Oltre gli elementi ereditari e di interazione sociale esistono elementi intrinseci alla persona, del tutto univoci, che è diversa da tutte le altre è la più intima che ci sia: l’espressione più diretta del nostro Io più vero.

Gli elementi del nostro animo molteplice o personalità possono essere in lotta tra loro, forti passioni possono spingere: la direzione della nostra condotta entrando in conflitto con altre parti della nostra persona.

È compito dell’Io e della sua coscienza coordinare e controllare le parti in lotta e renderli coerenti al progetto di vita dell’individuo.

La personalità può essere definita diffluente o integrata.

Nella personalità diffluente la coscienza non è in grado di controllare le componenti psichiche indirizzandole in azioni che siano coerenti.

La personalità integrata è il risultato di un processo in cui l’Io integra le sue componenti psichiche in un tutto organico che persegue obiettivi in linea con i progetti intrapresi.

L’integrazione della personalità non sempre è un processo semplice, in alcuni casi è intrapreso spontaneamente, in altri casi è il risultato dell’uso di tecniche educative o terapeutiche.

Gli aspetti mutevoli e contrastanti della psiche possono creare delle vere e proprie personalità parziali o sub personalità.

Le sub personalità costituiscono il repertorio di ruoli e parti da recitare con cui rappresentiamo la commedia, della nostra vita.

Alcune sub personalità fanno parte del repertorio di tutti, come la sub personalità filiale, in pratica comune a tutti.

Le sub personalità sono in atto all’ insaputa del soggetto, alimentate da idee, vissuti, affetti che hanno condizionato periodi dell’esistenza.

Ad esempio un soggetto deriso in tenera età potrebbe strutturare inconsciamente una sub personalità da vittima e nel corso della vita potrebbe considerarsi vittima dei suoi primi derisori e dell’intera società.

La sub personalità da vittima può influenzare la condotta del soggetto, anche in età adulta, agendo da filtro per gli stimoli esterni: selezionando e attribuendo loro il significato che ha per fine la conferma della stessa sub personalità da vittima; escludendo i dati che possono falsificarla.

Le sub personalità nel periodo in cui si strutturano esprimo bisogni e esigenze reali del soggetto.

Con esse il soggetto cerca un modo per appagare i desideri e impulsi che spingono per un loro appagamento.

Inizialmente sono una strategia confacente alle necessità per il proseguo del cammino di vita, facendo propri atteggiamenti e comportamenti specifici di una sub personalità in alcuni casi può, non solo essere utile, ma necessario sia che siano conscio che inconscio.

Caldironi puntualizza come sia possibile discriminare delle sub personalità primarie con stili difensivi specifici.

Le sub personalità primarie giocano un ruolo rilevante nelle decisioni che affrontiamo: il lavoro o le relazioni sentimentali che decidiamo di intraprendere sono da esse condizionate.

Le sub personalità primarie sono: la depressiva, la schizoide, l’ossessiva e l’isterica.

Occorre rammentare che una sub personalità può essere considerato patologica solo quando e debilitante per il soggetto e il suo prossimo.

La depressione è comune ad ogni esistenza: la nascita stessa può essere considerata la prima esperienza di separazione a cui la vita ci obbliga, fornendo un primo imprinting di sofferenza e perdita.

La sub personalità depressiva ha quale nucleo il senso di indegnità, il senso di colpa e prova il bisogno di espiare.

Si considera non degno di vivere in quanto non amato, per lenire il senso di non amore che prova nei rapporti interpersonali si porrà in uno stato di dipendenza, prodigandosi per l’altro cercando di non essere nuovamente abbandonato e in fine anche amato.

La sub personalità schizoide è caratterizzata da diffusa e insuperabile diffidenza legata ad un enorme istinto di autoconservazione.

Tende ad essere riservato del resto chi non può fidarsi tende inevitabilmente a svolgere le proprie attivata da sé, i valori dell’indipendenza e dell’autonomia sono modelli cui tendere.

Teme la vicinanza degli altri con i quali si dimostra abbastanza freddo e poco empatico, i suoi rapporti sentimentali sono poco impegnativi.

La sub personalità ossessiva cova il desiderio di durata fondato sulla paura della morte.

L’ossessivo tende ad accumulare e frenare il tempo teme ogni cambiamento e si racchiude in condotte ritualistiche: con cui oltre che l’esterno cerca controllo dei propri impulsi vitali.

Tende al perfezionismo nelle proprie attività e data la sua tendenza alla costanza in ambito sentimentale è capace di sentimenti duraturi anche se non esaltanti per certi versi parsimoniosi non si abbandona mai totalmente ad essi per la paura di potere perdere il controllo.

La sub personalità isterica ricerca autoaffermazione come una sorta di compensazione.

Predisposto ai rapporti sociali mastra difficoltà nei rapporti a due.

La sub personalità isterica nasce in un ambiente familiare che ha preteso dal bambino ruoli non suoi, caricato di aspettative non adeguate alla sua età che conduce ad esperire un senso di estraneità e di esclusione.

L’isterico ha problemi di identità necessita di ruoli da protagonista e non sa scegliere, in quanto non sa fare rinunce.

Rosselli sottolinea come in Psicosintesi la personalità è intesa sia come dimensione personale, possibile veicolo del Sé attraverso il corpo, la mente e le emozioni; sia come persona globale che include dinamiche personali e transpersonali, il Sé e le sue maschere.

Lo strutturarsi della personalità, sia in senso patologico che non, è sempre il frutto di più dimensioni in relazione alle sue ferite.

La maschera è metafora dell’essere umano in quanto manifestazione esteriore rivolta al mondo esterno che protegge e filtra l’interiore.

La maschera ha il doppio compito di rivolgersi all’interno a all’esterno della persona: guarda all’essenza al profondo del proprio mondo interno e allo stesso tempo si relaziona al mondo esterno tendendo al compromesso con esso, a volte con scopo difensivo.

La maschera può essere strumento dell’interiore e dell’essenza, esprimendo qualità del Sé, o allontanandosi dalle proprie qualità rivolgendosi ad espressioni personali maggiormente periferiche.

La personalità veicola non solo le necessita e tormenti della dimensione personale, ma anche i bisogni essenziali o i ‘diritti dell’Anima o Sé’.

L’Anima stessa, può essere ferita, non nella sua stessa essenza, ma nella sua manifestazione.

Tom Yeomans considera la ferita dell’anima: “un’esperienza di non essere accolto come Anima sulla terra da parte dell’ambiente, della famiglia, della cultura in cui si è cresciuti; allorché la persona ha ricevuto ogni vantaggio nella vita psicologica e materiale, ma tuttavia non è stata vista e accolta come Anima. La persona così ferita continua a svilupparsi come personalità, ma segretamente soffre questa perdita di connessione con l’Anima e cerca di lenire la sofferenza col tentativo di ottenere questo accoglimento in altro modo o con vari comportamenti che producono dei simili di questa esperienza di connessione…”.

La patologia incide sia sulla personalità della persona che su l’Anima o Sé e può essere considerata una Sintesi Parziale.

La malattia è sia limitazione di proprie caratteristiche che unità, grazie alla sintesi parziale, la patologia esprime tendenza alla realizzazione e alla sopravvivenza nel migliore modo possibile.

Firman e Gila identificano con il termine di “Ferita Primaria” la frattura tra l’originale connessione tra Io e il Sé, violazione di ciò che di più umano c’è vera violazione dell’esserci individuale dalla vita.

Il consolidarsi del senso di identità individuale del bambino e dipeso dalle relazioni empatiche con persone reali.

I fallimenti empatici possono condurre al pericolo del non essere, del vuoto dell’anima.

Atteggiamenti reali di trascuratezza: in cui il bambino non è riconosciuto come individuo o soggetto unico, cosi come ‘abusi’ dove il bambino e visto come oggetto di desiderio o violenza creano ‘Ferite Primarie’.

La mancanza di connessione empatica porta ad un arresto al senso dell’Io, una mutilazione alla propria personalità autentica, con il risultato che invece di esprimere se nell’ambiente si diviene ciò che l’ambiente ci richiede di essere.

Winnicot ritiene che la dove esistano ferite primarie ingenti si formi il Falso Sé con lo scopo di preservare di preservare il Sé originario e conformarsi alle richieste dell’ambiente.

Per la Psicosintesi in contesti di carenza empatica può formarsi una personalità di sopravivenza.

La personalità autentica è la vera espressione del senso dell’Io in congiunzione con il Sé, condizionata dal corredo genetico e dall’ambiente di sostegno.

La Ferita Primaria interrompe il processo di unificazione e di auto empatia causando la formazione di personalità che non rispecchiano la natura dell’Io, ma che consente la sopravvivenza nel proprio ambiente.

La personalità di sopravvivenza è “un guscio vuoto” privo di profondità e ricchezza.

A volte personalità di sopravvivenza consento un funzionamento in media buono, ma in altri casi la dove sia condizionata da aspetti dell’inconscio inferiore: potrebbe dominata da personalità negativa sviluppare tendenza alla depressione e alla disperazione, la persona in questo caso specifico potrebbe sentirsi eterna vittima.

Assagioli distinse delle tipologie umane chiarendo: “L’importanza pratica della scienza dei tipi umani risiede nella sua applicazione a noi stessi …ed il cercare di classificare noi e gli altri è un esercizio interessante ed utile per affinare la percezione psicologica”.

Il tipo è un esempio o un modello caratteristico di un atteggiamento generale e ricorrente che riproduce in modo peculiare il carattere di un individuo, di una specie o di una collettività.

La tipologia è una sorta di struttura insita nella personalità di un individuo, essa modella quanto accade nella psiche quando essa riflette su se stessa, o è confrontata con stimoli esterni, secondo schemi interpretativi ed operativi precostituiti.

Nei disturbi di personalità l’elemento strutturale ha senz’altro grande importanza, le tipologie proposte da Assagioli vanno tenute in considerazione per il collegamento che hanno con i vari disturbi e su come possano influire sul loro emergere.

I tipi umani potrebbero condizionare l’emergere dei vari disturbi psichici sia come tendenza precoce pre morbosa per le caratteristiche genetico biologiche ereditarie, che per conseguenza della patologia stessa, sicché determinati tipi vengono creati o rinforzati dal disturbo stesso.

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